Mi presento

Sono nata a Salerno nel 1981 e nel 2007 mi sono laureata alla Facoltà di Architettura di Napoli Federico II con una tesi sulla riqualificazione del porto antico di Salerno; nel 2008 entro a far parte dello studio Runa Progettazione di Salerno di cui sono tuttora partner e con cui sto realizzando alcuni comparti edilizi ed edifici pubblici. Nel 2013 vengo inserita nella Top Ten Young Italian Architects dal portale di architettura New Italian Blood. Nel 2014 vengo selezionata per far parte del gruppo di lavoro del Senatore Architetto Renzo Piano G124 sulle periferie. Dal 2015 iniziano una serie di collaborazioni con altri professionisti tra i quali spiccano gli architetti di fama internazionale Massimo Alvisi e Mario Cucinella. Mi occupo anche di design, allestimento e di ristrutturazione di appartamenti, uffici, negozi e ristoranti. Mi diletto nella grafica e nell’illustrazione e ho fatto alcune pubblicazioni  scientifiche sul tema delle città, della rigenerazione urbana e dell’ architettura in generale.

L’architettura per me 

Uno studio etimologico della parola architettura non ci consente di coglierne la completa essenza né tantomeno un’analisi semantica potrebbe aiutarci a individuarne un preciso ambito di applicazione.
Parliamo di un’arte o di una scienza? L’ambiguità e l’incertezza che ancora regnano sul dibattito lascia spazio a sfumature che fanno bene all’architettura e alla società. L’architetto non si muove in uno spazio definito, ogni progetto è diverso dal precedente e da quello successivo, non esistono norme assolute applicabili in tutti i casi. Se è seriale non è architettura ma è edilizia che è altra cosa. I progetti sono delle domande a cui l’architetto deve dare risposte, e non ci sono matrici numeriche in grado di soddisfarle ma necessitano di un approccio creativo. La creatività non ha nulla a che fare con la stravaganza o con scelte dettate dalla moda del momento ma è la capacità di produrre idee. La creatività si muove in bilico tra il furore dell’urgenza e l’impegno della pazienza, è un percorso colto che ha a che fare con la capacità di analisi e di sintesi; che non cede all’incanto della soluzione facile e precostituita ma punta a generare soluzioni idonee e calzanti. La creatività conduce a strade non battute e questo presuppone coraggio da parte dell’architetto, il coraggio di capire il proprio tempo, di sentire le esigenze e i bisogni degli altri, di cambiare il proprio punto di vista, di strutturare e definire in modo nuovo il proprio sapere.